"A volte succedono cose strane,
un incontro, un sospiro,
un alito di vento che suggerisce nuove avventure
della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo,
nell’intimità dei misteri del mondo."

— A. Merini (via perlediundiavolaccio)

(Fonte: allegramiu, via perlediundiavolaccio)

I silenzi che mettono a disagio…

Perchè sentiamo la necessita’ di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?

E’ solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace!!

He’s so lovely…

Ciao Tesoro!

Oggi e’ il primo giorno di Primavera, e tu da tre anni sei la mia Primavera per 4 Stagioni!! 

Ogni giorno ci scopriamo, ci amiamo, ci burliamo, ci sgridiamo, ci arrabbiamo

ma quanto amore c’è, non so quantificarlo.

I nostri baci d’amore, sentire le tue labbra da passerotto sotto le mie: e’ felicita’.

I nostri giorni, sono felicita’.

I tuoi occhi.

Le tua mani.

Il tuo viso.

i nostri giochi.

Le nostre parole.

Ho il cuore pieno di te e di noi.

Quanto mi insegni. Tanto.

A volte mi domando, se insegni piu te a me, che il contrario!?!?! :)

Ti amo, ma di un amore grande e di un amore che piu bello non c’e’.

Vederti felice non mi basta mai!

Tua mamma.

Sei Bellissima.

Roma.

Sono nata nel 1976, in un quartiere romano impregnato dall’odore dei frutta e verdura che donavano agli angoli dei marciapiedi cascate di colori e odori della terra.

Quartiere immerso in una ragnatela di binari, dove verdi locomotive portavano a spasso sogni, disperazione, gioie e imprecazioni della gente. Gente dalle mani rovinate, dalle rughe profonde, gente dal sudore sulla fronte, e ragazzi spensierati.

Oggi, non ci sono piu quei vagoni verdi, o forse hanno solo cambiato colore. Come camaleonti che devono adattarsi allo scenario e allo scorrere del Tempo.

Ma Roma, nel cuore dei Romani e’ sempre la stessa: e’ colei che ci rende orgogliosi di esserlo, e’ colei che ci fa camminare sulla storia senza neanche averne merito,e’ colei che ci culla sotto l’ombra dei suoi anziani platani, e’ colei che ci fa sorridere dimenticando la malinconia, e’ colei che ci ha fatto nascere sotto il torpore dell’antica Lupa, e’ colei che ci asciuga le lacrime e le rende immortali ninfee del buon vecchio tevere.

Amarla? E’ impossibile no farlo, ma sopratutto insopportabile.

Romani e non. Italiani o stranieri.

Lei ti da il tempo e lo spazio per riflettere, come una madre premurosa: potrai sederti sul marmo bianco che sovrasta il Circo Massimo, potrai unbriacarti gli occhi con il volo dei gabbiani sopra i destrieri bianchi del suo Altare, potrai accocolarti sui suoi tappeti erbosi, o potrai perderti nella sua esocita’.

Ti dara’ l’energia per peccare, come una donna che appoggia le sue labbra rosse sulla tua bocca: ti innamorerai delle notti tinte dalle luci ambrate dei lampioni, sentinelle di viali ed i piazze.

Frullerai la tua anima vorace di spensieratezza nell’affollata Testaccio, torrente di giovani occhi….

Ti fara’ espiare i tuoi peccati, sotto la maesta’ del Cupolone: sarai solo sui freddi sampietrini, chinerai il capo e attendendo il tramonto, ti farai abbracciare dall’austero colonnato, sentira li, la spiritualita’ del Creatore, repirandola, comprenderai l’eternita di Roma.

Ti rendera’ piu sopportabili i momenti cupi, ti distrarra’ dalle preoccupazioni, udirai il richiamo dell’espediente per “campare”, e sara’ come un’amica fiodata, mutera’ tutto in un puro sorriso. Allora, ti prendera’ per mano e ti portera’ nel mondo delle sue cianfrusaglie, dei suoi balocchi, dei suoi artisti. Diventera’ il tuo godimento di occhi e di spirito.

Essenza gitana tra elemosine di monetine, i suoi clown , i suoi pittori, frastoneranno i tuoi pensieri e tu, stanco, riposerai ai piedi della sua Fontana.

Se invece avrai voglia di lamentarti, di borbottare, di condannare…

addosso a un angolo ti aspetta una statua mutilata dal nome di Pasquino.

Forse un sarto gobbo, o un maestro, o un barbiere che assieme a te, beffeggiera’ e imprechera’ ….

Roma e’ come il pranzo della domenica.

Ti ritrovi a casa, sempre.

Che tu sia romano o non.

Non ha importanza da dove arrivi, da quale aereo, da quale treno, tutto cio’ per Roma non ha importanza.

Ti abbraccia e ti amera come uno dei suoi figli.

Il calore della sua lupa selvaggia, lo sentirai addosso, con la sua Gente.

a piece of me

Lui cantava: “E’ stato splendido…”

Luglio 2011.

02 Luglio.

Stadio Olimpico. Prato.

Amici nuovi. Tra cui una coppia di giovani, che dopo 3 mesi sarebbero convolati a nozze.

Lei, occhi azzurri, riccioli biondi, un sorriso da tenera birbante.

Lui, magro, occhi neri, stempiato: un uomo da rianimare, a paragone con la vitalita’ di lei.

Concerto di Vasco Rossi.

Mi riviene in mente una scena. Non so perche’ proprio oggi.

Era una di quelle sere d’estate romana, in cui il ponentino viene a spettinarti i capelli in modo irriverente.

Salgono dal palco le note inconfondibili di una canzone, una chitarra che si congiunge al vento.

La lotta ineusarabile tra il “dimenticare ” e il “ricordare”.

Passioni cantante.

” ….e’ stato splendido amarti…” dice la canzone.

Fa salire, dentro a quei corpi sudati, pelle contro pelle, la consapevolezza  che amare non puo’ essere mai un ripensamento.

Si ama. Malgrado tutto.

Le passioni non si sostituiscono, si aggiungono: come le persone, i ricordi.

Ricordi che pur sbiadendo, rimangono e riemergono come quando si sfoglia un album di fotografie.

Anche io, guardando quel palco, le braccia alzate, come a dire ” Ehi! anch’io sono qui per te!” sono inciampata tra i brecciolini di un amore splendido, e cantavo a squarciagola, forse perche’ non sentirsi il calore addosso di quella persona …

“….. sarà triste lo so/ma la tristezza però/si può racchiudere/dentro una canzone
che canterò…. “

E cantavo. Ma con il sorriso nel cuore di aver vissuto quell’emozione cosi grande e speciale.

Cantavo quell’amore con il sorriso nel cuore. Non faceva piu male. La gioia di averlo vissuto,stavolta, era piu grande delle lacrime scese.

Ma ad un tratto, mi sono accorta delle lacrime di Lei, la biondina dagli occhi azzurri.

Guardava il palco, le spalle date al suo futuro marito, la voce “affaticata”, mentre le lacrime sul suo viso a ogni strofa della canzone sembravano inondare i suoi occhi.

Erano lacrime che nascondeva.

Forse , da quel suo stesso Lui.

Sembrava stesse pensando a una passione lontana.

Una passione lontana, anche dal suo futuro matrimonio.

Cercavo di non guardarla, di non far sentire i mei occhi stupiti su di lei.

Non mi aspettavo quelle lacrime da una donna che dopo 2 mesi avrebbe avuto “il suo giorno felice”.

Piangere e’ ben diverso dal commuoversi.

Piangeva. Malgrado provasse a trattenersi. 

C’era un uomo insieme a lei  in quel concerto, ma  dentro a quel cuore sembrava esserci , ancora, un  posto molto profondo per un’altra persona.

La stessa della canzone.

Oggi ho ripensato a quella ragazza, chissa’….

this is precious.

this is precious.

(Fonte: slummingitwithj0hnny, via curiositasmundi)

"Domani è la festa della donna. per favore non ricadete nel classico clichè della mimosa.
Regalate orgasmi."

El Robba: …  (via curiositasmundi)

(via curiositasmundi)

E con le mani amore, con le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò
e non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più…

L’insolito Bistrot.

L’insolito Bistrot.

Cerco di affrontare un giorno alla volta….ma a volte diversi giorni mi aggrediscono tutti insieme!!! :-)

A OGNI AMICO

Vorrei proprio sapere - prosegui’ come se stesse parlando tra se’- se l’amicizia esiste veramente. Non mi riferisco al piacere occasionale di due persone che si rallegrano di essersi incontrate perche’ ad un certo punto della vita si trovano a ragionare nella stessa maniera su determinate questioni, si scoporono gli stessi gusti e preferiscono gli stessi svaghi.

Tutto questo non ha niente a che fare con l’amicizia. A volte mi sembra quasi che essa rappresenti la relazione piu intima che esiste nella vita….forse per questo e’ cosi rara.

E su cosa si fonde allora?

Sulla simpatia?

E’ un termine improprio, troppo blando: non si puo’ dire che la simpatia sia sufficiente a indurre due persone a farsi carico l’una dell’altra nelle situazioni piu critiche della loro esistenza,

Su cos’altro, dunque?

Non c’è forse un pizzico di eros al fondo di tuitte le relazioni umane?

L’eros dell’amicizia non ha bisogno dei corpi….essi, anzi, lo disturbano piu di quanto non lo attraggono. Ma si tratta pur sempre di eros.

C’è eros al fondo di tutti gli affetti e di tutte le relazioni umane.

L’amicizia e’ il rapporto piu nobile che esista fra gli esseri umani.

E’ strano, ma anche gli animali lo conoscono.

L’amico, come l’innamorato, non si aspetta di veder i suoi servizi, non considera la persona eletta una creatura fantastica, conosce i suoi difetti e l’accetta cosi com’è, con tutto cio che ne consegue.

Questo e’ l’ideale.

E in effetti:vale forse la pena di vivere, di essere uomini, senza un’ideale come questo?

SANDOR MARAI

delirio sparso

Oggi riascolto quella canzone. Non una canzone, ma QUELLA canzone.

Ci sono stati giorni in cui era dilaniante udirla. Faceva male, come una lama nel petto.

Mi avrebbe fatto sentire il calore del dolore, come del sangue in un’arena di gladiatori.

Questa sera, sono riuscita anche a spingere un rewind.

Mi chiedo cosa mi ha salvato?

Se il tempo, che lenisce ogni cosa o , semplicemente, che tengo in memoria tutto: sapori, odori, emozioni….perche’ ogni persona, incontrata in questo cammino mi ha dato qualcosa. Non e’ retorica, come potrebbe apparire.

E’ che ognuno, ogni sguardo e cuore incontrato e’ Tesoro. Nel bene e nel male.

Non c’è tesoro piu grande del bagaglio di un uomo, in quanto essere vivente.

E quindi se tanta fatica o dolore c’è stato, anche tanto amore e’ esistito.

Basta saperlo custodire, non buttandolo alle ortiche per la rabbia, il rancore o gli altri sentimenti simili.

Ogni cosa che sia stata fatta con Amore, rimarra’ Amore.

E’ necessario non averne paura, neanche del dolore.cosi come dell’Amore.

Sorrido, perche ’ mi accorgo di essere una persona che ancora crede, in questo demenziale e frastornante mondo. Crede. Punto. Non occorre il complemento oggetto in questo caso.

Saro’ folle?